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Il parco giochi inclusivo
Nel cuore di Belluno è nato “L’Isola che non c’è”, un grande parco inclusivo pensato per offrire a tutte le bambine e a tutti i bambini, indipendentemente dalle proprie abilità, uno spazio sicuro e accogliente in cui giocare, esplorare e crescere insieme.
Ispirato al mondo fantastico di Peter Pan, il parco si sviluppa su una superficie di 660 metri quadrati e può ospitare fino a 130 bambini contemporaneamente. Con le sue aree tematiche – tra cui il galeone dei pirati Jolly Roger, la Laguna delle Sirene, la Roccia del Teschio, il Campo Indiano e l’Albero dell’Impiccato – rappresenta oggi il più grande parco inclusivo a tema d’Europa.
Ogni struttura è stata progettata per essere accessibile a bambini con diverse abilità motorie, sensoriali e cognitive. Tra gli elementi più significativi figurano il tappeto elastico utilizzabile anche da bambini in sedia a rotelle e la tavola di comunicazione all’ingresso, che aiuta a esprimere emozioni e bisogni in modo semplice e immediato.
Il Parco è stato collocato al Parco Città di Bologna, ed è stato inaugurato il 17 maggio 2025.
L’intervento, dal valore complessivo di circa 400.000 euro, è stato realizzato dall’azienda Proludic di Alessandria grazie a un importante lavoro di squadra che ha coinvolto il Comune di Belluno, il Circolo Ricreativo dei Vigili del Fuoco (ideatore dell’iniziativa), la Fondazione De Rigo (main sponsor) e numerosi cittadini, associazioni e sostenitori del territorio.
L’Isola che non c’è è molto più di un parco giochi: è un luogo di incontro e condivisione, un simbolo concreto di inclusione e un esempio di come la collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità possa trasformare un’idea in un’opportunità di crescita per tutti.
L’accesso è gratuito. Il parco è aperto a bambine, bambini, genitori, nonni, accompagnatori. È un luogo dove si cresce giocando, dove si impara senza accorgersene, dove la fantasia diventa un ponte tra mondi diversi.
Perché l’inclusione non è un concetto astratto: è un’altalena che dondola, una nave che salpa, una risata che contagia. È un’isola che finalmente… c’è.
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